Blog - 21 settembre 2020

Problematiche persistenti dell'infezione da SARS-CoV-2 ("Long-COVID"). Il punto della situazione su Nature

Domenico Girelli

La condizione cosiddetta "Long-COVID" (=sintomi persistenti a distanza dall'apparente guarigione) emerge sempre più come problema clinico multi-sistemico e quindi prettamente di interesse internistico.

Questo editoriale fa il punto sul "Long-COVID", sottolineando che sintomi persistenti con impatto significativo sulla qualità di vita si possono osservare anche in pazienti che abbiano contratto l'infezione in forme lievi. Ad es., TC a 12 settimane dalla dimissione mostrano alterazioni polmonari nel 56% dei casi. 

L'esperienza sulla prima SARS (comparsa nel 2003 e fortunatamente non evoluta in pandemia) riporta danni polmonari ancora visibili a 15 anni nel 4,6% dei sopravvissuti, e ridotta funzione respiratoria nel 38%. E' stato anche osservato anche un aumento del rischio di sviluppo di malattie cardiache e vascolari a 10 anni di distanza. 

Tornando al Sars-CoV-2, aumentano le segnalazioni di complicanze neurologiche (es. confusione e perdita di memoria). Infine, molti pazienti lamentano una stanchezza cronica. Appare sempre più necessario studiare in dettaglio queste problematiche per poterle affrontare nel migliore dei modi. 


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http://dx.doi.org/10.1038/d41586-020-02598-6

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